martedì 26 maggio 2015

Laser Game.... tanto divertimento.

Trentino WILD è il primo centro in Italia ad offrire il Laser Game Outdoor

Fino a poco tempo fa questa pratica poteva essere utilizzata solo all'interno in zone buie per i laser. Con la nuova tecnologia ora si può praticare all'esterno.
Ci sono diverse tipologie di gioco. Si può scegliere quante volte essere colpiti per terminare la partita, si possono decidere quanti giocatori per squadra, quanti colpi per fucili etc..
Le modalità sono molte come i giochi di ruolo. Ad esempio tutti contro tutti, protezione del vip, preservare una determinata torretta e molto altro.

La differenza sostanziale tra il laser game e il Paintball, è che nel lasergame non si spara niente se non un laser. Questo offre notevoli vantaggi:
1 il campo di gioco può essere molto grande perché non ha bisogno di reti per delimitare il campo
2 non ci si crea lividi
3 non si gioca con maschere che nelle giornate di sole possono dare fastidio
4 possono giocare tutti dai bambini agli adulti senza problemi
5 non sparando niente non è pertinente un gioco che richiama la guerra

Il lasergame è semplicemente divertente, c'è l'aspetto ludico, goliardico, tecnico e sportivo, perché correre da un parte all'altra del campo è abbastanza stancante. Si possono utilizzare vari tipi di armi giocattolo come

MP-514 Exterminator
UZI

SNIPER RIFLE MP-512
Oltre ai fucili viene fornita una fascia, quando si viene colpiti la fascia ed il fucile emette un suono e vibra. Il fucile ogni volta che si preme il grilletto fa lo stesso rumore dei siculi veri e bisogna ricaricare ogni volta che finiscono i colpi, tramite carrello che bisogna tirare indietro.

Molti sono i gruppi che vengono al villaggio di Trentino WILD a giocare, sia per il campo molto bello, ma anche per il contesto attorno. Infatti si può unire una partita di lasergame con una discesa in rafting, un giro in mountainbike e perché non provare l'arrampicata nella nuova struttura del centro.
Ma non solo, cosa ancora più importante per i gruppi di addio al celibato il Bar. Il famoso TRENTINO WILD BAR vi aspetterà per bere una birra fresca e guardare i risultati e le foto della partita di lasergame e delle altre attività.

Non manca proprio niente per vivere delle giornate assieme nel villaggio di Trentino WILD. E per il relax ci si può rilassare nella spiaggia o nella piscina.

Trentino WILD si trova in Val di Sole in Trentino. Presso le Contre nel paese di Caldes. sito internet: www.trentinowild.it oppure contatta via e-mail la segreteria info@trentinowild.it oppure chiama al numero 0463901263

Buona partita a tutti.



lunedì 25 maggio 2015

‪#‎Trentino‬ WILD non è solo adrenalina e sport estremo, ma anche outdoor territoriale! Dopo un weekend tra le rapide con il rafting, sfide al laser game all'ultimo raggio laser, oggi è il turno del battello sull'Adige. Una discesa didattica per conoscere e vivere il territorio da un punto di vista inusuale, ammirando e scoprendo la storia del territorio attraverso un'esperienza motoria entusiasmante e divertente, sia per grandi che per piccini.
Il battello sull'Adige è una discesa di soft rafting adatta a tutti da 5 ai 95 anni; adatta anche a chi non è del tutto familiare all'ambiente acquatico, grazie al fatto che la partecipazione non richiede l'utilizzo di equipaggiamento tecnico, ma solo di un aiuto al galleggiamento ai fini della sicurezza, questa discesa rappresenta lo step di avvicinamento al mondo dello sport fluviale.
Ovviamente attività preferita dalle Scuole dell'obbligo grazie ai ricchi contenuti sviluppati con i nostri docenti formatori ed in collaborazione con le Guide del Museo del Muse di Trento.



domenica 24 maggio 2015

Trentino WILD a sostegno di RESCUE PROJECT e FICT

Siamo fieri di aver contribuito, se pur in minima parte, alla definizione dell'importante accordo appena siglato tra il Presidente Giuseppe Spinelli della Federazione Italiana Canoa Turistica e Vincenzo Minenna, Presidente della Scuola Nazionale di Formazione Rescue Project.

Il significato di questo passo va ben oltre i vantaggi della convenzione; esso segna un momento di cooperazione e riconoscimento di competenze e professionalità forse raramente verificatosi.
Il nostro augurio è che questo passo, stimolato da un'importante Federazione come la FICT, sia di esempio a moltissime altre realtà, stimolandole a riconoscere l'importanza della sicurezza ed evitando così la gestione in autonomia ed auto formazione, ma piuttosto il coinvolgimento di Scuole Professionali specializzate come appunto è Rescue Project.

Cogliamo l'occasione per ringraziare la FICT per il prezioso supporto durante l'importante inaugurazione del nuovo Villaggio di Caldes in Val di Sole e la Scuola di Formazione Nazionale Rescue Project che ogni giorno sorveglia - attraverso azioni dirette ed indirette - e tutela la sicurezza dei nostri clienti, garantendo loro il massimo divertimento in assoluta sicurezza.

L'unione fa la forza!




sabato 16 maggio 2015

tecnica base: come guidare un raft

FONDAMENTALI
COME GUIDARE UN RAFT :


Il rafting, è uno sport divertente e per tutti. Proprio per questo il 90 % di chi si avvicina è alla sua prima esperienza. Il ruolo della guida diventa necessario ed importante.
La guida rafting deve avere esperienza in vari campi:




  • -       tecnica di guida
  • -       soccorso con e senza raft
  • -       preparazione fisica
  • -       preparazione psicologia
  • -       continui aggiornamenti


Questi argomenti devono essere sviscerati e analizzati uno ad uno.

Vediamo ora come guidare un raft, quali sono le difficoltà.

Il raft è un mezzo galleggiante con un peso che varia rispetto alle misure. Se ipotizziamo un raft di circa un peso 80 Kg con su 6 persone alla media di 70 kg l’uno. Arriviamo ad un peso di 500 kg, chiaramente il peso da spostare non sarà questo.
Diciamo che in acqua questo peso è gestibile, il problema grosso è l’inerzia.  Saper guidare un raft comporta tempo, molta pratica ed esperienza.
Molto spesso quando si sbaglia, non è immediatamente capibile, questo è dovuto dal fatto che l’errore precedentemente fatto, manifesterà le cause magari a 50 – 100 m .  Una guida poco esperta potrebbe valutare in maniera errata il punto dell’errore.
Per ogni azione c’è una reazione uguale e contraria, per ogni errore c’è una conseguenza più o meno grave, questo è dovuta quasi sempre dal ritardo.
La brava guida è quella che riesce ad accorgersi quando sta per sbagliare. Anticipando l’errore ove possibile, o anticipando gli effetti dell’errore.

Errori comuni:
  1. - ritardo
  2. - forzatura di una manovra
  3. - apertura esagerata di angoli
  4. - essere veloci quanto l’acqua
  5. - calcolo errato in relazione a spazi – tempo – tempo di reazione


Ritardo: 
spesso, all’inizio si guida guardando molto vicino alla punta del raft. Si cerca di evitare i sassi in prossimità del raft, circa a 20-30 metri. Man mano che si imparerà e si diventerà sempre più esperti, l’orizzonte dove guardare si sposterà molto più avanti.
Immaginiamo di percorrere un tratto perfettamente dritto di larghezza 20 metri. Al centro del canale troviamo un sasso. Siamo a monte del sasso a circa 30 metri. Notiamo il sasso e capiamo che il raft punta proprio in quella direzione. Ruotiamo il gommone di 90° ora siamo a circa 15 metri. Diamo il comando avanti. Nel giro di 3-4 secondi il gommone incomincia a muoversi siamo a 5 metri dal sasso. Ci accorgiamo che il sasso lo stiamo per evitare, tutto ok. Ora il raft evitato il sasso ha un’elevata velocità anche dopo aver dato lo stop. Continuiamo per effetto di inerzia, proviamo a mettere la punta verso il basso, ma anche così il raft continua a sbandare, andando a sbattere contro la riva.
Dov’è stato l’errore? Molto prima del sasso. Un buon anticipo dovrebbe far aprire un angolo di 10/15 gradi rispetto al vettore della corrente.
Il comando avanti dovrebbe essere dato in anticipo, in maniera tale che a 20 metri dal sasso siamo già certi di poter evitare il sasso e possiamo dare il comando stop. Così facendo arriveremo con pochissima inerzia e il raft potremmo già averlo impostato per le future manovre.

Forzatura di una manovra:
Si intende forzatura di manovra quando ci si impone di passare in una determinata linea, nonostante ci possa essere un’altra linea utile.
Questa forzatura di manovra, il non accettare l’errore, comporta molto spesso che da un piccolo errore con un semplice errore di linea, si trasformi in qualcosa di più grave. Ad esempio: sto guidando un raft e mi trovo con un sasso davanti alla mia linea. L’acqua spinge molto verso destra. Io voglio passare a sinistra del sasso. Metto la punta del raft a sinistra, do il comando avanti circa 50 metri a monte del sasso. Immaginiamo di avere molta corrente e nonostante il raft si stia muovendo è  comunque molto lento.
1- Posso decidere di provare a passare a destra senza forzare ( dove possibile)
2- Posso aprire di più l’angolo assumendo un rischio ( aumentare il rischio non è mai positivo.)
3- Posso accettare l’errore incominciando in anticipo a mettere o la punta o la coda del raft verso il sasso, così facendo quando andrò a sbattere eviterò cravatta e cappotto e se troppo in ritardo sposterò le persone già  verso il lato del sasso.  (situazione più sicura)
 
Apertura esagerata di angoli:
L’apertura di angoli è dovuta soprattutto a ritardi di manovra. Questo errore spesso è dato da poca esperienza.
Angoli aperti vuol dire, rischio di cravatte e cappotti, rischio di perdere qualcuno dal raft, gommone difficile da tenere, navigazione lenta, molta fatica, utilizzo inappropriato di comandi misti.

essere più o meno veloci dell'acqua:
immaginiamo una barca attraccata nel porto con il timone. Se con barca ferma muoviamo il timone, il risultato è nullo. Il timone porta ad una rotazione della poppa (coda) solo quando la barca ha una  velocità maggiore della corrente. Il risultato crea una sorta di vincolo in acqua facendola ruotare ruotare la barca.
Questo principio può essere utilizzato anche quando si guida un raft . Mettendo la pagaia in acqua con un corretto angolo e chiamando il comando avanti, si avrà più velocità della corrente. Il risultato sarà poter utilizzare la pala come timone, resistendo e non trazionando. Lavorando in questo modo, si farà meno fatica, si utilizzerà il raft come perno, la ricerca di un corretto stile di guida porterà ad una minima apertura di angoli con conseguente anticipo di linee.
Quindi il raft navigherà meglio solo se la velocità sarà sempre maggiore della corrente.


Calcolo errato di manovra in relazione a spazio - tempo- velocità:
Saper  scegliere le linee corrette non è mai facile. Spesso non ci si accorge della velocità dell’acqua, delle correnti che fanno traslare il raft, spostandoci da una linea ipotetica buona. Sicuramente saper leggere il fiume aiuta a capire il comportamento che il gommone avrà durante la discesa. Ma questo non basta, importante capire in quanto tempo la guida è in grado di ruotare il raft in relazione a spazio, tempo, velocità.  Possiamo immaginare un cacciatore. Il cacciatore deve sparare non dove la preda è, ma dove la preda sarà nel momento che il colpo raggiunge il povero animale.
Ora anche il raft ha un principio come questo con l’aggiunta che non solo la preda si muove ma anche il cacciatore continua a muoversi. Il calcolo sarà doppio.
Il concetto è anticipare le linee, leggere il fiume, aprire poco gli angoli e dare l’avanti quando serve, non solo per evitare qualcosa, navigare in velocità, utilizzando la pala come timone e sfruttando le rotazioni del raft per resistere e creare velocità. Tutto questo vuol dire anni di pratica ed esperienza in vari fiumi.

Trentino WILD assieme alla Scuola Rescue Project e alle sue guide e Maestri della Federazione Italiana Rafting lavorano per insegnare e divulgare le tecniche e le corrette procedure di guida e di soccorso con raft. 











sabato 9 maggio 2015

PERCHÉ IL RAFTING?

Molti sono gli sport "estremi" che oggi giorno si possono sperimentare rivolgendosi ad un centro specializzato. Dal parapendio, alla montain bike downhill, passando per il kayak e moltissimi altri, ma il rafting - disciplina con una certa storia anche in Italia oramai - continua a ricoprire una posizione di rilievo. Scopriamo insieme i perché di questo successo?

Perché emerge lo sport fluviale emerge?
La possibilità di esplorare un ambiente selvaggio da un punto di vista insolito, unito alla "sfida" con l'elemento acqua ed il fascino delle rapide, sono elementi chiave che permettono a questo sport un posizionamento nella rosa degli sport adreanalinici preferiti.

Rafting: solo adrenalina?
Se pur l'adrenalina rappresenti sicuramente uno, se non il movente principale di questa attività, il rafting non è solo questo. Salendo a bordo il cliente diventa membro di un equipaggio; equipaggio che già dopo un breve briefing e una lezione teorica dovrà imparare a lavorare in maniera coordinata, dovrà condividere una spazio e delle emozioni durante la sfida con le rapide su un agile gommone.

Sport di squadra?
Al termine della discesa, dopo aver condiviso un mix di forte emozioni ed aver lavorato in sinergia per riportare sé stessi e il gommone alla base, non è solo adrenalina ciò che resta, ma talvolta amicizia, conoscenze interessanti, da coltivare e portare avanti.

Adrenalina, famiglia o attività didattica/formativa?
La discesa in rafting, a parità di fiume o percorso, può assumere delle connotazioni diverse a seconda di come la Guida struttura l'attività. Quest'aspetto fa si che questo sport si presti ad accogliere differenti tipologie di utenti, oltre che rendere una "normale" discesa commerciale un'esperienza unica ed irripetibile.

Rafting: in quanto tempo ed in quale occasione?
Basta un solo giorno o meglio un weekend per vivere un'avventura "lontana" dalla routine. Il pretesto per organizzare una giornata diversa non deve necessariamente essere lo sport, ma anche la semplice voglia di festeggiare un evento, un compleanno, una ricorrenza, condividendo un'esperienza che regalerà a ciascun partecipante un'emozione difficile da dimenticare.

Quindi perché il rafting? Perché rappresenta da sempre la sfida degli esploratori, la "battaglia" a colpi di pagaia con le rapide del torrente, l'espressione del gioco di squadra e degli sport adrenalinici. 
Ovviamente, un buon centro specializzato in questo tipo di attività, non solo si occupa dei protagonisti dell'azione, ma offre un ampio panorama di servizi ed attività per il post discesa o per chi - mentre gli altri si divertono in fiume - restano al villaggio ad attendere il loro rientro.





giovedì 7 maggio 2015

rafting, sicurezza, cos' è, dove praticarlo. Cosa bisogna sapere!!!!

Cos'è il rafting?
Il rafting è un'attività molto divertente. Si scendono i fiumi su un gommone gonfio d'aria. Sul raft è presente una guida rafting che fornisce i comandi come ad esempio, il comando "avanti" a seguito del quale tutto l'equipaggio dovrà pagaiare. Esistono diverse tipologie di rafting. Esiste il soft raft e l' hard raft.
La difficoltà del fiume, la portata, rendono quest'attività sempre diversa, in qualsiasi fiume d'Italia una persona provi a cimentarsi. Anche la guida contribuisce, diversa guida, diverse le sensazioni, diverse sono le emozioni.
 Soft raft, o battello: discese in fiumi facili dove l'attività è principalmente
rivolta ad aspetti didattici, culturali, basati sulla storia, scienza, natura etc...

Hard rafting discesa dove adrenalina e divertimento sono il motore di questa esperienza.

E' rischioso?
Dire che non c'è rischio sarebbe dire una bugia, come dicerie non c'è rischio ad andare in macchina! C'è rischio ad andare in bici? si...
Possiamo scegliere di far guidare l'auto ad un'autista super esperto, possiamo andare bici comprando mountainbike con freni ottimi, gomme performanti e scegliere il percorso più consono alle nostre capacità ed aspettative.

Nel settore del rafting troviamo gli stessi principi: affidarsi a Centri outdoor dove l'attrezzatura sia impeccabile, a norma di legge è la prima cosa per garantirvi la sicurezza.

Quale compagnia di navigazione scegliere?
Siti belli, pubblicità su internet garantiscono ottimi posizionamento. Non fermatevi solo alla foto più bella o al prezzo migliore, andate oltre.
Tutti vendono divertimento, adrenalina etc.. etc..
Chiaramente i gruppi degli addii al CELIBATO o NUBILATO cercano qualcosa di diverso rispetto alla famiglia con bimbi di 6 anni.

Ci sono però degli aspetti da tenere in considerazione:
1 il centro ha l''attrezzatura certificata?
Ad esempio la normativa vigente in Europa parla di attività commerciale che deve avere il salvagente;

2. Lezione teorica e spiegazione?
Prima di partire in fiume, la guida deve informarvi su quello che andrete a fare, Vi dovrà spiegare tutto, dai comandi principali, a cosa potrebbe succedere e cosa dovete saper fare.

3. La guida è preparata?
Come in tutti i lavori, ci sono guide brave e meno brave.
Esiste la Federazione Italiana Rafting iscritta al Coni che rilascia una qualifica come guida dopo un percorso di formazione ed il superamento dell'esame finale.
Ancora meglio, affidarsi a guide che hanno continuato la loro formazione, come per esempio attraverso percorsi di soccorso in fiume; parte fondamentale e specializzante per lavorare. Guide con esperienza internazionale. Come scegliamo il medico con più esperienza se ci deve operare, anche qui è la stessa cosa.



4 Il centro?
Come le guide devono avere delle referenze ed esperienze, anche il centro deve avere delle caratteristiche.
Una buona struttura di accoglienza, docce, bagni, attività oltre il rafting cosicchè possiate fare altro, se avete tempo. Ci sono compagnie molto grandi e compagnie molto piccole. Spesso le compagnie piccole hanno un modo di lavorare molto famigliare, dove l'accoglienza e il clima può essere molto diverso da attività prettamente commerciali, sposate solo al maggior numero di persone, ottimizzando il tutto.
Non tutte le compagnie, fanno questo. Ma una buona ricerca su internet e una telefonata possono chiarire meglio le idee.

Dove andare?
Tante le compagnie di rafting in tutta Italia, non esiste un fiume più o meno bello, esiste un'aspettativa soggettiva.
Ci sono centri che operano in fiumi facili o medio facili, dove la pratica del rafting può risultare molto bella. Ci sono poi zone come il fiume Noce, considerato da National Geographic il 9° fiume al mondo per la pratica del rafting e sport fluviali.

In tutta Italia ci sono compagnie rafting che offrono un servizio di alta qualità.
Non solo il fiume fa il divertimento. Avere una guida brava simpatica, che vi farà ridere, sono elementi da non sottovalutare. Tutto questo deve essere circondato da sicurezza e professionalità. Concetti facili da scrivere difficili da mettere in pratica.




Riepilogando :
Certificazione materiale
Brevetti di soccorso e di guida rafting
Attrezzatura di qualità
Guide con esperienza internazionale
Istruttori di soccorso
Centro con varie attività outdoor
Attività extra

Brevetti specializzanti come il brevetto di Tecnico soccorritore fluviale Rescue Project garantiscono, formazione adeguata e sicurezza per le persone che decidono di appoggiarsi ai vari centri sparsi in Italia.
Inoltre esistono centri rafting che hanno le sedi di riferimento per la formazione di soccorso per la Scuola Nazionale di Formazione Rescue Project. 

Questo, oltre a garantire la formazione, garantisce anche che il centro e il suo staff abbiano un livello costante di aggiornamenti e di preparazione.


Ci sono anche altri brevetti specializzanti, questo è un esempio. La cosa più importante è informarsi per capire anche tutti gli elementi di cui sopra, da tenere in considerazione, ma non sono gli unici.
Ad esempio i centri firaft e i centri di riferimento per il soccorso fluviale Rescue project sono:
Ivan x Team - Veneto- fiume Brenta
Rockonda - Toscana - fiume Lima
Centro Sport Avventura - Liguria- fiume Vara
Abruzzo Rafting - Abruzzo - fiume Aventino
Aqqua Rafting  - Lombardia - fiume Ticino
Trentino WILD - Trentino - fiume Noce
Questi sono alcuni dei centri Rafting con il marchio Rescue Project.

Il Centro Trentino WILD è il polo formativo della Scuola di soccorso Rescue Project ed è il centro di riferimento per la formazione degli istruttori.

Internet può essere un ottimo strumento per poter cercare, capire e comprendere quali sono le strutture che possono rispondere al meglio alle proprie esigenze.





domenica 15 marzo 2015

Corso Istruttori di canoa e Kayak Fick relazione prima parte

Corso istruttori di Canoa e Kayak Fick.


La prima parte del corso per il conseguimento del brevetto Federale di istruttore di canoa fick, si è concluso. Il corso si è svolto sul fiume Vara, dove abbiamo trovato giornate con un buon meteo e 8 ragazzi pieni di volontà con molta esperienza. Erano presenti guide rafting e maestri della federazione Italiana Rafting, canoisti di esperienza decennale, istruttori di canoa uisp, tutti con tanta voglia di diventare professionisti del fiume, aggiornati e preparati.




Il corso è stato organizzato dal Maestro e Formatore Francesco Balducci assieme a due Maestri di canoa  Andrea Piuti e Vincenzo Minenna. 
Gli istruttori hanno deciso di svolgere un corso dinamico con un numero di partecipanti non superiore alle 8 persone, questo per garantire la massima formazione possibile, sicurezza.


Il corso è iniziato il Venerdì Mattina alle 8:30 dove siamo entrati subito in acqua per le procedure di autosoccorso e soccorso veloce. Vincenzo Minenna Istruttore di soccorso per la Scuola Rescue Project ha gestito la mattina trattando argomenti rivolti ai canoisti. I dettagli le novità del soccorso hanno stimolato i ragazzi a voler approfondire la materia. 




Pausa pranzo di 30 minuti e dalle 13 alle 18 acqua. Con Andrea Piutti responsabile della Tecnica in canoa, Minenna Vicenza Responsabile della tecnica in acqua mossa  e Francesco Balducci che faceva l'allievo per ogni istruttore per la parte di didattica.

I ragazzi si alternavano, passando da i fondamentali in acqua piatta, a il miglioramento della tecnica personale alla didattica e le differenze di insegnamento tra adulti ragazzi e bambini.
Abbiamo fatto anche un bel lavoro sulla sensibilità, sviscerato gli argomenti in maniera che gli istruttori non solo sappiano dimostrare un esercizio ma sappiano capire il perché di ogni azione.


Dalle 18:30 alle 21. BLS in ambienti ostili e prima parte di alimentazione. 


Il secondo Giorno ritrovo alle 8:30
Prima parte della mattina rivolta al soccorso con tecniche di scravattamento della barca, ancoraggi, vantaggi meccanici, con la poca attrezzatura di un kayaker..
Dalle 11:00 alle 15 si è  svolta una discesa di circa 6 km curando la tecnica, la didattica e come affrontare una discesa con degli allievi. Argomenti  inoltre trattati sono stati in merito alla sicurezza durante la discesa, come scegliere le linee giuste e come accompagnare gli allievi in un tratto più difficile in sicurezza.



Dalle 15 alle 18 incastro da piede e incastro di canoa, cosa fare e cosa non fare. Abbiamo dato la possibilità di fare una manovra con una squadra di soccorso così da imparare a comunicare con altre persone che non fanno parte del mondo della canoa e kayak.
Dalle 18:30 alle 21:30 Ogni aspirante istruttore dove presentare dei fondamentali sapendolo spiegare in maniera corretta e didatticamente efficace. La prova è stata registrata e verrà discussa in sede di esame. Abbiamo anche parlato di impostazioni della barca dell'attrezzatura e dei DPI, grazie ad Andrea che vanta un'esperienza di molti anni nel settore del design delle imbarcazioni entrando nello specifico di come scegliere una canoa per noi e per i nostri allievi.




La Domenica dalle 8.30 alle 11 si è conclusa la seconda parte di alimentazione e imparato come organizzare una spedizione di una o più giornate, come leggere una cartina topografica e molto altro. Dalle 10 alle 16 abbiamo rifatto tutti i fondamentali uno a uno più volte, lavorato sulla tecnica uno a uno, trattato argomenti come: giochi in acqua, sensibilità, destrezza base ed evoluta.

Dalle 16 alle 17:30 si è analizzata la parte di gestione del rischio: come calare una canoa, come mettere in sicurezza il nostro allievo, come valutare i pericoli. 

Dalle 17:30 alle 18:30 consegna brevetti di tecnico soccorritore fluviale, bls e de-briefing.



Ora ci aspetta un'altra giornata di formazione dove parleremo di tecnica, didattica, sicurezza, gestione dello stress,psicologia dell'emergenza, comunicazione con una dott.ssa esperta del settore.
Il giorno seguente ci sarà l'esame verrà valutata la parte di soccorso, la gestione di uno o più clienti, la didattica e tecnica.


Se l'esito sarà positivo verrà rilasciato il brevetto di istruttore di canoa, e l'attestato di partecipazione palingenesi, nutrizione ed integrazione specifica nello sport.


Tra il primo modulo ed il secondo i futuri istruttori dovranno fare formazione e presentare delle ore di  codocenza. Nell'augurare un buon lavoro a tutti vi facciamo i nostri auguri.